Parlo di parole. Parlo delle parole che, come una catenella, si agganciano, abbracciano chi le ascolta, risvegliano pensieri, emozioni, sorrisi e risate.
Parlo delle parole cantate, ripetute, stonate, allargate dalla voce piena e che si fanno cerchio, abbraccio di nuovo, per chi le sa cantare. E tutti le sanno cantare, perché in certe sere la voce torna e la riscopri.
Ieri sera, a Guidonia- Montecelio che, per certi romani come me, è un non-luogo, una specie di Isola-che-non-c'è,
Simone Saccucci è tornato a cantare e a raccontare le tante storie che, in questi anni, ha raccolto nel suo territorio. Raccogliere storie è, per Simone, la ricerca di un tesoro di memoria che alle persone restituisce la vita, il senso di una identità e, a noi che ascoltiamo e leggiamo, dona una storia-delle-storie, per farne una tela che non dimentica le emozioni, le vite che non sono la nostra eppure hanno fatto il tempo che abbiamo vissuto.
Ieri sera, a Guidonia - Montecelio, in questo luogo del non-so-dove, accanto a Simone c'era anche
Erri De Luca. Ha fatto il "sarto" insieme a Simone. Hanno cucito insieme storie di gente vera, voci, emozioni. Erri De Luca è persona intera, capace di un linguaggio raffinatissimo e diretto; capace dell'eccellenza della semplicità.
E questo è accaduto, ieri sera, a Guidonia - Montecelio : abbiamo avuto in dono l'incontro e la bellezza cristallina del peso delle parole belle, senza fronzoli, raffinate e senza puzza di aristocrazia.
Dire che è stato bello sembra poco. Ma così è stato. Bello. Anche perché, dopo una sera così, vuoi più bene alle parole che dici per raccontare il mondo e sai che non smetterai.
Grazie a Simone e a Erri.