Questo è un libro che fa uso - inevitabilmente - di poche parole e non ne spreca nemmeno una. A cominciare dalla prima pagina in cui, con mia piacevolissima sorpresa, trovo una citazione tratta dai libri del Dr.Seuss (Anna Sarfatti ne sa qualcosa): "Una persona è una persona, non importa quanto sia piccola".
Ieri sera, grazie ai librai della Mondadori Bookstore, ho potuto ascoltare e incontrare Steve McCurry, un fotografo famosissimo per i suoi reportage. Tecnica impeccabile, ovviamente ma valorizzata spesso da quel "leggermente fuori fuoco" che rivela uno sguardo attento, un'empatia che fa la differenza tra chi scatta fotografie tecnicamente perfette e chi "è" fotografo. Quarant'anni di fotografie i cui soggetti sono bambini, ritratti , come dichiara lo stesso McCurry, senza uno scopo preciso. "Lo facevo e basta". Ma l'istinto del fotografo, la disponibilità e la ricerca di comunicazione con l'infanzia si spiega ( e lo spiega lui stesso) con la risposta che ha dato alla domanda: "Come si comporta quando fotografa i bambini?" ( n.b. l'intervista completa è stata pubblicata su Repubblica del 24 ottobre 21) :
"...Devi entrare in un clima, devi adeguarti alla loro velocità, alla loro imprevedibilità, non puoi chiedere a un bambino di posare, puoi però cogliere il momento in cui decide di offrirti qualcosa".
Ecco, trovo che questa sia la chiave di volta necessaria per un rapporto pedagogicamente illuminato con i bambini, per stare dalla loro parte.
LEO, appena ho preso il libro, ci si è sdraiato sopra, segnalando un immediato e irrevocabile apprezzamento per la nuova entrata nella libreria di casa.