Sono sempre tanti gli incontri con bambini e ragazzi. E mai uno che sia uguale all'altro. Per fortuna. Questo è il privilegio di chi scrive e può incontrare i suoi elettori. Il privilegio raddoppia in sentimenti e senso se i lettori sono bambini.
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I bambini - attenti, vivaci, curiosi - ascoltano me che rispondo alle loro - tantissime - domande.
Uno di loro dice che lui ha un castagno sul quale gioca.
"E' vecchio", dice."Ha 1200 anni. E' secolare", specifica. "Ci giocava mia madre, quando era piccola".
Adesso ci gioca anche lui, su quel vecchio albero amatissimo.
Un altro bambino racconta di un alberello sul quale sale sempre ma "...fino a metà, perché è piccolo l'albero e non mi tiene. Però, fino a metà ci arrivo sempre".
Il mondo, anche da quella mezza altezza, sembra più bello, più comprensibile, più dominabile.
Parliamo ancora. Alla fine dell'incontro, sono in tanti a chiedermi una dedica, un autografo.
Mi si avvicinano due ragazzini. Mi offrono disegni.
Da ultima, discreta e silenziosa, con un bel sorriso, mi si avvicina una bambina e mi offre il biglietto che riporto qui, nel blog.
Lo ha scritto al volo.
Dice :
Grazie tanto, speriamo di ritrovarci. Ciao da Koto Miyasako.
Mi sorride. Se ne va.
Sì, Koto, spero proprio di ritrovarci.