Scrivimi tu, Babbo Natale, almeno questa volta.
Dimmi cosa mi porterai in questa notte fredda, oltre al ricordo che è nato un bambino, tempo fa.
Che venne al mondo nudo, come tutti.
Vennero gli animali con il loro fiato caldo.
Vennero uomini e donne a offrire una coperta.
Non chiesero “Da dove viene? A chi appartiene?”.
Portarono quel che avevano, prima di tutto l’attenzione.
Scrivimi, Babbo Natale, una lettera breve.
Scrivila lentamente, pesando ogni parola.
Dimmi che quest’anno la tua slitta si porta dietro il mondo e lo pulisce.
Scrivimi l’essenziale, senza troppi aggettivi.
Dimmi che se mi stanco, potrò riposare.
Che ci saranno risate e non me ne dovrò vergognare.
Che le lacrime non mi confonderanno, così la gioia sarà piena.
Dimmi che saprò amare, che saprò consolare.
Scrivimi brevemente, che c’è tanto da fare.
Che il mare resta a darmi la bellezza. E così il cielo e i monti lontani.
Lasciami il fiume, le sue curve obbedienti.
Dimmi che Roma manterrà il suo nome e sarà spazio aperto per chi ci vuole stare.
Lasciami il sole, lasciami la luna.
Dimmi che le parole restano e non le lascerò fuggire.
Che avrò storie da raccontare per chi vuole sentire.
Scrivimi brevemente.
Scrivimi lentamente, pesando ogni parola.