30 Giu
I bambini Rom lasciano l'impronta
Mi è arrivata, oggi, una lettera scritta da Vanna Cercenà. Chiede agli scrittori per ragazzi di aderire, cosa che ho fatto immediatamente e volentieri.
Ecco, di seguito, il testo della lettera
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23 Mag
Mucche, giraffe e bambini
C'ero già stata, l'anno scorso, al Policlinico di Bari. Oncologia pediatrica. Qua si gira con le maschere sul viso e i piedi incapsulati nelle sacche sterili. E' per non far male ai bambini. Per non fargli male più di quel che già stanno sopportando. Così, gli ospiti, i visitatori, girano per il reparto con la bocca tappata e i piedi che sembrano meduse.
I bambini che stanno qui certe volte stanno zitti e certe altre fanno un gran rumore. Sono bambini. Anche se stanno male restano bambini. Gli animatori che li seguono, cinque giorni a settimana, mi fanno vedere i libri che i bambini hanno disegnato.
Uno me lo regalano.
Si chiama "Strane bestie del paese che non c'è".
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19 Mag
Scritture e sguardi
Si chiama Hugo Cabret e vive a Parigi. E' il 1931. Hugo è solo. Dentro la stazione di Parigi rimette in sincrono gli orologi e intanto insegue un'utopia, legata a un automa...Ho letto d'un fiato un corposo libro in cui immagini e testo si confondono, si rincorrono, si contaminano in funzione del racconto. Il libro si intitola La straordinaria invenzione di Hugo Cabret
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22 Apr
Che paura la paura!
L'ho capito. Pensano che a Roma ci sia bisogno di sceriffi. E' per questo che raccontano questa città - la mia - come un luogo blindato, dove si ha paura a camminare per strada e la gente guarda con sospetto il vicino.Dove le vecchie signore vengono ammazzate in pieno centro e le ragazze violentate appena scendono dalla metropolitana.
L'ho capito. E' periodo pre-elettorale, dobbiamo eleggere un Sindaco e Roma non è una città qualunque.
E' Roma, è la capitale, è la "Roma ladrona" dove i deputati e senatori leghisti vivono da quindici anni (e bene, mi pare), godendo di tutti i loro privilegi, compresa la possibilità di abitare in un centro storico unico al mondo.
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19 Mar
Libri "firmati"
E' bello scrivere frasi, parole, sillabe, punti, virgole e dichiarazioni d'amore. E di disamore. E richiami. E poesie. E canzoni. E pensierini.

Sono belli quelli che leggono. Tanto o poco non importa. Importa che vadano a cercare libri e le storie nei libri. Che ci si appassionino e ci lascino sopra un po' di cuore e molti pensieri.

I ragazzi che leggono sono tanti. Sono, proporzionalmente, molti di più dei lettori adulti. La cosa, però, sembra interessare a pochi. Sui giornali, per esempio, si riempiono inserti di segnalazioni librarie che danno visibilità anche a "librettini" , l'essenziale è che li possano leggere quelli dai 18 anni in su. Di tutti gli altri - e sono tanti - non se ne occupa nessuno. Degli autoti per ragazzi e dei loro libri non si parla.

Da questa rumoroso silenzio dei media è nata l'idea, lanciata da Janna Carioli, nota autrice per ragazzi, di scrivere una lettera ai giornali, messa on line sul sito di Editoria ragazzi. La lettera dice così:
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