Bruno è a casa di Costanza e le racconta di aver ricevuto una telefonata da José, archeologo subacqueo disperato per la scomparsa del fidato amico Renato, archeosub...
Costanza ha una settimana di ferie, Teo e Nicola drizzano le orecchie. Costa Azzurra? Reperti etruschi e un mistero da svelare? Ma allora si parte! Con Zorro, naturalmente...
Nicola si era procurato una cartina turistica di Marville
e del suo mare.
– Ci sono indicate anche le spiagge migliori e qualche
baia interessante. – commentò, mostrandola a Teo – Interessante
dal punto di vista archeologico – precisò.
– Spiagge di cocci e scogliere di anfore, vero? Ah, che
goduria! – lo canzonò lei.
Nicola non le badò e arpionò Jacques che passava in
quel momento sul ponte.
– I turisti possono andare su certe spiagge ma su altre
no, vero?
– Naturalmente! Qui a Marville il parco archeologico
marino è protetto. In certe zone possono andarci solo gli
esperti. Come nous! – sottolineò compiaciuto – Per i turisti
vanno bene le choses più semplici ma non per chi, come
me… – fece una pausa ad effetto – … esplora il passato!
Nicola lo guardò ammirato.
– “Esploratori del passato” – ripeté, assaporando l’espressione.
Non gli pareva vero di avere un interlocutore. Partì in
quarta e sommerse il capitano con una raffica di domande.
Jacques, allora, cercò un modo per zittirlo e levarselo
di torno per un po’.
– Esploriamo il passato, mon cher, con le tecnologie del
presente, però! Regarde. Questo è il ROV!
Gli mostrò una piccola telecamera mobile, che mise in
acqua, orientandola sul fondale. Poi, indicò uno schermo
a Nicola che lo seguiva rapito.
– Su questo monitor puoi vedere tutto quello che c’è
sotto di noi. Ti affido questo compito. Guarda con attenzione
e… se scopri un relitto ci avvisi. Non muoverti, eh!
Ogni grano di sable può nascondere un tesoro archeologique!
– ironizzò.
Nicola era così emozionato che non spiccicò parola e
incollò gli occhi al video, senza realizzare che Jacques lo
stava prendendo in giro.
Il capitano tornò al timone.
Incrociò lo sguardo di Costanza che, appoggiata languidamente
alla balaustra, scrutava il mare.
– Le andrebbe di darmi una mano nella navigazione? –
ammiccò lui.
Costanza annuì e s’avvicinò al capitano.
– Prego, mademoiselle…
Teo guardò schifata Jacques che, con fare sdolcinato,timone.
Trovò ancora più insopportabile vedere Costanza
che se la ridacchiava tutta contenta e lasciava che il capitano,
con la scusa di insegnarle a tenere la larga ruota del
timone, mettesse le mani sulle sue e fingesse di spaventarsi
quando lei faceva qualche mossa sbagliata.
– Patetica! – mormorò a denti stretti.
Per non assistere a quel vomitevole corteggiamento,
Teo si avvicinò a Nicola che guardava incantato il monitor.
Dapprima guardò distrattamente le immagini ma, subito
dopo, dimenticò le smancerie del capitano a sua zia e
si lasciò affascinare dalla visione del bellissimo fondale.
Ciuffi di alghe verde smeraldo, pesci di tutti i colori,
banchi di sardine argentate che a tratti avvolgevano la chiglia
della barca come una nuvola scomparendo in un attimo
alla vista: si svelava sotto i loro occhi un mondo colorato
e vivacissimo.
– Bello, eh? – commentò Nicola – Ci sono pesci che
non avevo mai visto, neanche sui libri!
Proprio in quel momento, la telecamera inquadrò una
lavatrice arrugginita.
– Puoi giurarci! Non sapevo che da queste parti ci fosse
il pesce lavatrice!
– Oh, se è per quello, c’è anche il pesce motorino! – Nicola
indicò lo scheletro di ferro di un motorino mezzo insabbiato.
– E il pesce water!
Da un water sbrecciato, infatti, era uscito un grosso pesce
a strisce che ora pinneggiava pigramente verso un lavandino
capovolto.
– Vuol dire che siamo a Punta Rossa. – Josè alzò il naso
dalla carta nautica – È una vergogna che la gente usi il
mare come una pattumiera. Per fortuna la nave etrusca è
affondata parecchio più in là.
...Chiudi
Costanza ha una settimana di ferie, Teo e Nicola drizzano le orecchie. Costa Azzurra? Reperti etruschi e un mistero da svelare? Ma allora si parte! Con Zorro, naturalmente...

Nicola si era procurato una cartina turistica di Marville
e del suo mare.
– Ci sono indicate anche le spiagge migliori e qualche
baia interessante. – commentò, mostrandola a Teo – Interessante
dal punto di vista archeologico – precisò.
– Spiagge di cocci e scogliere di anfore, vero? Ah, che
goduria! – lo canzonò lei.
Nicola non le badò e arpionò Jacques che passava in
quel momento sul ponte.
– I turisti possono andare su certe spiagge ma su altre
no, vero?
– Naturalmente! Qui a Marville il parco archeologico
marino è protetto. In certe zone possono andarci solo gli
esperti. Come nous! – sottolineò compiaciuto – Per i turisti
vanno bene le choses più semplici ma non per chi, come
me… – fece una pausa ad effetto – … esplora il passato!
Nicola lo guardò ammirato.
– “Esploratori del passato” – ripeté, assaporando l’espressione.
Non gli pareva vero di avere un interlocutore. Partì in
quarta e sommerse il capitano con una raffica di domande.
Jacques, allora, cercò un modo per zittirlo e levarselo
di torno per un po’.
– Esploriamo il passato, mon cher, con le tecnologie del
presente, però! Regarde. Questo è il ROV!
Gli mostrò una piccola telecamera mobile, che mise in
acqua, orientandola sul fondale. Poi, indicò uno schermo
a Nicola che lo seguiva rapito.
– Su questo monitor puoi vedere tutto quello che c’è
sotto di noi. Ti affido questo compito. Guarda con attenzione
e… se scopri un relitto ci avvisi. Non muoverti, eh!
Ogni grano di sable può nascondere un tesoro archeologique!
– ironizzò.
Nicola era così emozionato che non spiccicò parola e
incollò gli occhi al video, senza realizzare che Jacques lo
stava prendendo in giro.
Il capitano tornò al timone.
Incrociò lo sguardo di Costanza che, appoggiata languidamente
alla balaustra, scrutava il mare.
– Le andrebbe di darmi una mano nella navigazione? –
ammiccò lui.
Costanza annuì e s’avvicinò al capitano.
– Prego, mademoiselle…
Teo guardò schifata Jacques che, con fare sdolcinato,timone.
Trovò ancora più insopportabile vedere Costanza
che se la ridacchiava tutta contenta e lasciava che il capitano,
con la scusa di insegnarle a tenere la larga ruota del
timone, mettesse le mani sulle sue e fingesse di spaventarsi
quando lei faceva qualche mossa sbagliata.
– Patetica! – mormorò a denti stretti.
Per non assistere a quel vomitevole corteggiamento,
Teo si avvicinò a Nicola che guardava incantato il monitor.
Dapprima guardò distrattamente le immagini ma, subito
dopo, dimenticò le smancerie del capitano a sua zia e
si lasciò affascinare dalla visione del bellissimo fondale.
Ciuffi di alghe verde smeraldo, pesci di tutti i colori,
banchi di sardine argentate che a tratti avvolgevano la chiglia
della barca come una nuvola scomparendo in un attimo
alla vista: si svelava sotto i loro occhi un mondo colorato
e vivacissimo.
– Bello, eh? – commentò Nicola – Ci sono pesci che
non avevo mai visto, neanche sui libri!
Proprio in quel momento, la telecamera inquadrò una
lavatrice arrugginita.
– Puoi giurarci! Non sapevo che da queste parti ci fosse
il pesce lavatrice!
– Oh, se è per quello, c’è anche il pesce motorino! – Nicola
indicò lo scheletro di ferro di un motorino mezzo insabbiato.
– E il pesce water!
Da un water sbrecciato, infatti, era uscito un grosso pesce
a strisce che ora pinneggiava pigramente verso un lavandino
capovolto.
– Vuol dire che siamo a Punta Rossa. – Josè alzò il naso
dalla carta nautica – È una vergogna che la gente usi il
mare come una pattumiera. Per fortuna la nave etrusca è
affondata parecchio più in là.
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