Ieri. Lungo il marciapiede cammina un uomo di circa sessant'anni. Costeggia un bar, poi la farmacia. Osserva la gente seduta al bar. Inchioda gli occhi su una signora che, sulla sedia a rotelle, s'è dovuta fermare fuori della farmacia, perchè non c'è lo scivolo per entrare. La sua badante, una ragazza dell'est, è entrata a comprare le medicine. Lei sta fuori, gli occhi bassi, l'aria un po' assente.
L'uomo le passa accanto e mormora "Siamo un paese di vecchi!". Allunga il passo, se ne va.
Io guardo la signora, la gente seduta ai tavoli. Vecchi, non c'è che dire. Ma proprio di quella vecchiaia che, fino a vent'anni fa, era un miraggio raggiungere e che adesso sta lì a mangiarsi un gelato e a guardare la gente che passa. Stanno. Non mi sembrano contenti.
Ieri. Leggo sul giornale che l'ennesima
inchiesta-non-richiesta rivela che i vecchi sono più felici dei giovani. Insomma, felici...si fa per dire. Più sereni, dice il sondaggio. Soddisfatti. Abbastanza. Ché, si sa, quando si è giovani - poco o tanto non ha importanza - si hanno passioni, amori, ingenuità...Si fanno errori...Non si sta tanto tranquilli. Dunque? Meglio da vecchi. lo dice il sondaggio!
Penso ai vecchi del bar, alla signora in carrozzella. Mi sa che non li hanno intervistati!
Ieri. E ieri l'altro. E ieri l'altro ancora. Si parla di bambini. Si aggiunge Rom a bambini. Dev'essere una categoria che segna la differenza. Ma no!, dicono i commentatori. Ma che avete capito! Noi ci preoccupiamo dei bambini rom come dei bambini italiani!
E qui mi preoccupo. Perché non ci sono politiche per l'infanzia, italiana o meno. Ci sono chiacchiere ma non atti concreti, né strategie, né iniziative e realizzazioni a favore dei bambini (scuola, cultura, giochi, editoria, cinema...).
Per i bambini Rom c'è una politica, invece. Una sola, decisa, univoca.
Oggi.
Leggo le dichiarazioni di Berlusconi: "
Il fatto di assumere le impronte nei campi rom deriva dalla necessità di vedere chi sono i rom che stanno in questi campi. Vogliamo esprimere la ferma volontà del governo di garantire che i bambini rom possano andare a scuola per ricevere la stessa educazione degli italiani. C’è solo una volontà positiva, quella di renderli più integrati con gli europei concedendo loro lo stesso diritto".
Spero che i bambini non-Rom pretendano di lasciare anche loro le impronte.
Stessi diritti, no?