Scrivere per narrare
Sapete com’è.
A scuola si scrive. Sempre o quasi.
Se piaccia o meno ai bambini…beh, lasciamo in sospeso la valutazione.
Quello che non è in sospeso è la certezza che i bambini che arrivano a scuola vogliono scrivere. Sanno bene che l’alfabeto e la sua possibilità di combinazione pressoché infinita è un mondo da esplorare, un’opportunità da cogliere.
I bambini, con la scrittura, cercano la loro voce.
La trovano?
Non sempre.
A scuola si studia, si sa.
A scuola si impara a usare la lingua scritta.
A scuola si imparano classificazioni, sistemi di analisi, logiche di linguaggio.
Si scrive tanto.
Eppure troppo poco per dare spazio alla felicità dell’espressione e della narrazione.
Troppo poco per divertirsi.
Ahi ahi, cosa ho detto?
Divertirsi…giocare… nelle intenzioni di molti che hanno a che fare con la scuola, dovrebbero essere parole (e pratiche) che andrebbero bandite. Sempre più spesso si sente dire che bisogna essere severi e rigorosi.
Inutile discorso, dico io, visto che severità e rigore non sono in contraddizione con il gioco e il divertimento.
Guardateli i bambini che giocano: si danno regole, le rispettano, le rinnovano. Si impegnano nel gioco con rigore e severità. Con ostinazione. Non sfuggono la fatica del gioco ma non ne sfuggono neppure il divertimento.
Scrivere per raccontare è un impegno serio e rigoroso. E’ un gioco vero, che non consente di sfuggire alla regole, che ha un obiettivo vero e solido: costruire un mondo, dargli delle norme, usare un codice di comunicazione che è la lingua scritta.
E che fatica è scrivere per raccontare, lo sanno i bambini. Che, più in gamba degli adulti, colgono nel rigore e nella fedeltà all’obiettivo anche l’opportunità di prendersi la soddisfazione di scoprire, sperimentare, avventurarsi nel mondo delle parole e della narrazione pronti ad affrontare l’imprevisto.
Scrivere per narrare, dunque, è un’ impresa bella e faticosa, un viaggio di scoperta per svelare a se stessi e agli altri il proprio punto di vista, per rivelare la forza narrativa del mondo dei bambini.
E’ una forza che mette insieme diversi codici di comunicazione, tante opportunità di espressione, molteplici strumenti narrativi.
I bambini disegnano le storie con il racconto scritto e con le immagini. Non c’è spazio, nelle narrazioni infantili, per una estetica fatta solo del periodare costruito con le parole. I bambini pensano per parole e immagini. Così scrivono.
Danno senso alla loro capacità narrativa componendo testi in cui parola e immagini non sono separabili ma fanno una sola lingua, un solo alfabeto.