I libri ti portano dove non t'aspetti. Oggi, i miei libri - e Merlino in particolare - mi hanno portata al reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Bari. Perché i libri? Perché portano le storie e le storie servono ai bambini come il pane. Come la chemio. Come la mamma accanto.
Servono, i libri, perché la vita di un bambino è fatta di coccole, cibo e immaginazione.
Servono, i libri, perché senza immaginazione e fantasia il futuro non esiste.
E non si può guarire un bambino malato di tumore se - al presente durissimo e brutale che vive - gli togli l'immaginazione, cioé la capacità di pensare e progettare il futuro.
I libri servono a pensare il futuro.
Servono a pretendere di averne uno.
Servono a volere, con forza, riprendersela vita.
E i capelli. Sì, i capelli.
Li rivuole M. che ha sedici anni e un tumore.
E la rabbia intatta che le fa scrivere e disegnare, su un foglio che ricevo in regalo, che vorrebbe sì una magia da Merlino.
Scrive grande e deciso, sotto un suo autoritratto in cui appare con riccioli folti : RIVOGLIO I MIEI CAPELLI!
Servono, i libri, perché la vita di un bambino è fatta di coccole, cibo e immaginazione.
Servono, i libri, perché senza immaginazione e fantasia il futuro non esiste.
E non si può guarire un bambino malato di tumore se - al presente durissimo e brutale che vive - gli togli l'immaginazione, cioé la capacità di pensare e progettare il futuro.
I libri servono a pensare il futuro.
Servono a pretendere di averne uno.
Servono a volere, con forza, riprendersela vita.
E i capelli. Sì, i capelli.
Li rivuole M. che ha sedici anni e un tumore.
E la rabbia intatta che le fa scrivere e disegnare, su un foglio che ricevo in regalo, che vorrebbe sì una magia da Merlino.
Scrive grande e deciso, sotto un suo autoritratto in cui appare con riccioli folti : RIVOGLIO I MIEI CAPELLI!
