Fino a domani. Ci sono le conferenze. Stasera c'è Margherita Hack. E ci sono i simulatori, i robot, gli schermi in 3D. Tutto è sperimentabile dai visitatori. Si divertono soprattutto i bambini. Stupiti e curiosi, sono scienziati perfetti, sperimentatori ineguagliabili. Perché giocano. Giocano con il simulatore di guida di un Eurostar Frecciarossa. Disegnano con lampadine e laser su una parete nera. Saltano, zompano, ridono su un tappeto che li riprende con piccole webcam e poi riproduce le immagini anche attraverso il cellulare. In un angolo ci sono gli e.book.
Scatole grigioperla, a forma di libro. E che di libri ne contengono "fino a 300!", dice la giovane studentessa che sta lì a far vedere come si legge un ebook. Ecco, qui già c'è da pensare: il libro elettronico non ha nulla di giocoso, di sorprendente. Imita le forme del libro di carta ma è un po' più triste, a cominciare dall'aspetto. Sembra un telefonino cresciuto troppo ma il dispaly è grigio (per non stancare gli occhi, spiega la ragazza), la pagina è grande come una cartolina e le pagine si sfogliano (si sfogliano?) spingendo un tasto come quello del telecomando.
Si fermano bambini e adulti. I bambini guardano, spingono un tasto, un altro. Capiscono al volo che lì non c'è granché da fare se non quello. Tra l'altro, il display propone i classici tipo "I Malavoglia" oppure "Canne al vento". Figure non ce ne sono. Mollano il libro elettronico. Gli adulti - i padri, soprattutto - fanno domande tecniche: quanta memoria? ha una scheda? Ci posso mettere dei file? Dov'è l'entrata per la eventuale chiavetta?
Quel che c'è dentro all'ebook non interessa i bambini ma neppure i grandi.
Lascio gli ebook ed entro in libreria. Il settore dei libri peR ragazzi è pieno di bambini e genitori. Prendono i libri, li sfogliano, li leggono. Sono libri colorati. Li guardi, li tocchi. Hanno un odore e un peso. Un bambino sui sei anni s'è preso un librone con una copertina tutta a scaglie verdi e un occhio di giada al centro. Chiama un amico":Guarda un po' che mi leggo!", dice contento. "Dinosauri?", dice l'altro. "Eh già!". Si mettono seduti sugli scalini, a sfogliare il libro, a leggere, a commentare. Giocano anche a scambiarsi i pezzi da leggere: un po' io e un po' tu, per non stancarsi e posare liberamente gli occhi sulla meraviglia delle figure. Più in là una bimba legge un libro e accarezza col dito le forme tonde di Barbapapà.
Belli i libri. Ecco, qui c'è bellezza e l'esperienza della meraviglia.
Sugli ebook ancora niente di simile.