Libri "firmati"
E' bello scrivere frasi, parole, sillabe, punti, virgole e dichiarazioni d'amore. E di disamore. E richiami. E poesie. E canzoni. E pensierini.
Sono belli quelli che leggono. Tanto o poco non importa. Importa che vadano a cercare libri e le storie nei libri. Che ci si appassionino e ci lascino sopra un po' di cuore e molti pensieri.
I ragazzi che leggono sono tanti. Sono, proporzionalmente, molti di più dei lettori adulti. La cosa, però, sembra interessare a pochi. Sui giornali, per esempio, si riempiono inserti di segnalazioni librarie che danno visibilità anche a "librettini" , l'essenziale è che li possano leggere quelli dai 18 anni in su. Di tutti gli altri - e sono tanti - non se ne occupa nessuno. Degli autoti per ragazzi e dei loro libri non si parla.
Da questa rumoroso silenzio dei media è nata l'idea, lanciata da
Janna Carioli, nota autrice per ragazzi, di scrivere una lettera ai giornali, messa on line sul sito di Editoria ragazzi. La lettera dice così:

Caro direttore
Siamo scrittori, illustratori e operatori che si occupano di letteratura per ragazzi e
vorremmo darle 3 buone ragioni per inserire costantemente, nell’inserto “Libri” del suo giornale, una sezione dedicata ai libri per l’infanzia e l’adolescenza.
Attualmente, in Italia la letteratura e l’editoria per ragazzi appaiono sui media in maniera sporadica, soprattutto in due occasioni “ufficiali”: il Natale e la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna. E’ un “vuoto” che andrebbe colmato ed ecco le 3 buone ragioni:
1) Il Mercato
La produzione di libri per l’infanzia in questi anni è cresciuta in modo significativo: nel 1987 si pubblicavano 951 titoli all’anno, nel 2006 ne sono stati pubblicati 2.296 (Fonte Liber, Biblioteca Gianni Rodari di Campi Bisenzio). Questo significa 3,1 milioni di libri per bambini stampati e messi sul mercato con un fatturato di 129,5 milioni di euro.
2) Il pubblico
In Italia ci sono 7.766.934 (fonte ISTAT) bambini e ragazzi che hanno meno di 14 anni pari, dunque, al 15% della popolazione.
Intorno a questi bambini ruotano una serie di adulti impegnati nella loro educazione: genitori, in primis, e poi nonni, zii, insegnanti, bibliotecari, educatori, librai, operatori del settore. In pratica 20 milioni di persone sono potenzialmente interessate ad avere informazioni su questo argomento.
3) I contenuti
Le statistiche ci dicono che i bambini, proporzionalmente, leggono più degli adulti.
E’ un patrimonio che non deve andare perduto, poiché i lettori si “allevano” da piccoli. Ne sono consapevoli gli editori e gli scrittori che, peraltro, scrivono senza pensare di dover catalogare la loro opera all’interno di classificazioni (per ragazzi, per adulti) di per sé riduttive. Non è un caso che molti scrittori di libri per ragazzi siano trasversali al genere: basti citare Philiph Pullman, Carlo Lucarelli, Roberto Piumini, Massimo Carlotto, Eric-Emmanuel Schmidt, Bernardo Atxaga, Elvira Lindo, David Grossman, Amos Oz , per nominarne solo alcuni. Nel resto d’Europa, infatti, la letteratura per ragazzi è considerata letteratura “tout-court” : in Svezia Astrid Lindgren non è meno stimata di Henning Mankell, in Inghilterra la Rowling è un caso letterario e in Francia “Il piccolo principe” di Antoine Saint-Exupéry è un classico. In Italia, invece, Gianni Rodari, (per fare l’esempio di un autore che gode di prestigio internazionale e i cui libri sono stati tradotti in 50 lingue), è ancora relegato a una posizione di retroguardia rispetto alla cultura “vera”.
Non pensa sia utile, agli adulti che leggono la pagina libri del giornale, trovare informazioni e approfondimenti per orientarsi meglio tra generi letterari, autori e proposte rivolte anche ai bambini?
Se volete sottoscrivere la lettera (siamo già a 1200 firme), potete collegarvi a
Editoria Ragazzi