Abbiamo visto l'inaugurazione delle Olimpiadi di Pechino. L' hanno vista tutti, pure quelli indifferenti alla questione, visto il tambureggiare di servizi, controservizi, commenti, commenti ai commenti. Abbiamo visto i "grandi (?) della terra" (così li definiscono le cronache ma ci sarebbe da ragionare sull'attribuzione dell'aggettivo) battere le mani contenti e cercare l'occhio della telecamera per farsi vedere. Abbiamo visto l' "amico" Putin fare ciao con la mano, mentre spediva una bella serie di carri armati a fare la guerra agli osseti. Ah no! A fare la guerra ai soldati georgiani che facevano la guerra agli osseti...I risultati non cambiano: i soldati sparano e la gente muore. A vedere le foto, muoiono per prime le donne, i vecchi, i bambini. Dev'essere la naturale evoluzione della strategia militare...
A vedere i Tg , questa guerra in Ossezia (che non sappiamo neppure dov'è, perché dell'Europa nuova non sappiamo niente) è un francobollo rispetto alla quantità di notizie che passano sulle Olimpiadi. Meno male che ci sono i giornali. meno male che i quotidiani escono in edicola e ci dicono quel che la Tv non riesce a dire. Meno male che di giornali ce ne sono tanti e li possiamo comprare. E leggere con calma, seduti dove ci pare, senza che voci estranee si mettano di mezzo a "voltare pagina" come usano dire adesso tutti i conduttori. meno male che la pagina di un giornale la possiamo voltare quando ci pare e piace, senza obbedire ai tempi di qualcun altro, alle priorità dello spettacolo sponsorizzato e via così.
C'è una nuova guerra, dunque. In agosto. Mentre a Pechino si fa l'Olimpiade. Che tempismo, eh!
Io la penso come padre Balducci, di cui vi riporto qui un pensiero:
La guerra non ha più senso per il semplice fatto che non si vince più.
Per il semplice fatto che anche una guerra vinta non chiude il conflitto che voleva chiudere: lo riapre in forme più nuove e terribili.
Leggo che venerdì, il nuotatore Rosolino ha dichiarato, a proposito delle gare che lo attendono:
'Piu' che una gara sembra una guerra e le uniche armi sono le nostre braccia'.
Ecco, bravi, fatele così le guerre, se proprio le dovete fare: nuotando in vasca per una medaglia. E punto.