Quel che mi sorprende, nei ragazzi - ieri ho incontrato due classi di I media che avevano letto
- è la straordinaria serietà con la quale affrontano il tema della memoria, la profondità delle osservazioni, la giocosità dei pensieri e, soprattutto, l'immediato avvio di memorie, riflessioni e considerazioni che riguardano la loro vita personale.
Giocattoli, incontri ma, in modo speciale, sentimenti, sono sempre al centro delle domande, delle osservazioni, delle comparazioni.
Ho avuto modo di confrontare questa lettura "infantile" con quella degli adulti. Il libro, infatti, si presta ad essere intergenerazionale: gli adulti "rivivono" e ricordano, i ragazzi scoprono e si sorprendono. Sia bambini che adulti, comunque, rivelano una sorta di nostalgia che li accomuna, una voglia di accudimento affettuoso del passato, delle vicende individuali che - nei grandi - prende la forma della memoria del tempo passato e - nei bambini - sorprendentemente, la forma della memoria...del presente. Non so se sia un azzardo concettuale parlare di memoria del presente, ma a me sembra proprio così.