Sembrano niente, le parole. Le sprechiamo, spesso. Chi le scrive e le legge - come faccio io per la passione di raccontare storie e conquistare nuovi occhi per guardare il mondo ed esplorarlo - sa come abbiano peso. E forza. E fragilità.

Sappiamo bene che, se le usi con il rispetto e l'amore che gli è dovuto, le parole crescono in solidità e capacità di costruire pensiero. E una persona che accresce parole e pensiero, che non spreca vocaboli, che cerca nuovi punti di vista, è una persona libera, che non rinuncia ad esserlo.
Da ieri sera, tendo ad accoppiare alla parola libertà il volto di Anna Politkovskaia, giornalista russa.
Uccisa.
Per quel che ha scritto sulla Cecenia, certo.
E per quel che ancora avrebbe scritto.
Sappiamo bene che, se le usi con il rispetto e l'amore che gli è dovuto, le parole crescono in solidità e capacità di costruire pensiero. E una persona che accresce parole e pensiero, che non spreca vocaboli, che cerca nuovi punti di vista, è una persona libera, che non rinuncia ad esserlo.
Da ieri sera, tendo ad accoppiare alla parola libertà il volto di Anna Politkovskaia, giornalista russa.
Uccisa.
Per quel che ha scritto sulla Cecenia, certo.
E per quel che ancora avrebbe scritto.