Il FERRO del mestiere
Sì, lo so che la frase (fatta) suona " (Possiede) i ferri del mestiere". Allora, questo titolo potrebbe essere una frase
s-fatta. Un po' come il tanto chiacchierare sulla cultura, i libri, la scuola di base (sì, insomma, quella che insegna proprio l'essenziale e a tutti),i bambini. In queste mattine è andata in onda una bella trasmissione di
RAI EDU sulla scuola. Sulla storia della scuola in Italia. Un bel documentario, pieno di documenti originali e di interviste. A scrittori, pedagogisti. E a maestri. Gente che nella scuola ci ha lavorato negli anni tumultuosi del '68 e ancora adesso ci sta dentro. Perché? Perchè gli piace insegnare. Gente strana, no?

Sì, davvero strana. Tanto più perchè questi maestri qua parlano un po' come i poeti.
Dicono - che scandalo! - che insegnare e imparare sono fratelli gemelli.
Che per insegnare bisogna amarli i bambini e i ragazzi, bisogna che proprio ti interessino come persone.
Che per imparare bene i ragazzi devono sentirlo questo interesse e questo amore.
Che ci vuole il sentimento di imparare insieme, che il conoscere non può prescindere dall'emozione,
che la valutazione non è l'obiettivo di una scuola sana ma un suo strumento, che va usato con cautela e intelligenza,
che la scuola deve muoversi con i ragazzi che accoglie,
che deve cambiare insieme a loro,
che deve aiutarli a stare in equilibrio nel mondo e sul mondo,
che deve funzionare come un termoregolatore.
E così, se fuori il mondo corre, dentro - a scuola - il tempo deve riprendersi la sua lentezza, andare piano, dare respiro al pensiero e ai gesti. Alla creatività e alla gioia.
Idee lievi e forti come il ferro.
Pensieri eversivi.
Tornano, finalmente!