C'è stato un giorno, una vita fa, in cui mio padre e io andammo in giro per negozi. Forse era Natale, forse il mio compleanno...va a sapere! Insomma, eravamo io e lui e questo, a pensarci, era già un regalo. In più, c'era la promessa di un dono.
Entrammo in un negozio che, per gli anni sessanta, era una specie di paese dei balocchi. Ricordo scaffali altissimi (vabbè, ero io ad essere piccola) zeppi di giocattoli di tutti i generi. E di libri.
Su quegli scaffali inchiodai lo sguardo. Occhieggiava uno splendido cofanetto di plastica rossa, con la sagoma di un drago. Conteneva cinque libri. Cinque! E che libri! Copertina telata, illustrazioni in bianco nero con un tratto davvero insolito. Le storie, poi, non le avevo mai lette. Non erano fiabe nè riduzioni di romanzi da Dickens o da Manzoni. Non era Incompreso né Pinocchio.
Erano racconti cinesi, scritti da una americana: Pearl S.Buck.
Lessi d'un fiato i titoli, sulla costa che spuntava dal cofanetto: La grande ondata, Tre ragazzi e un bufalo, Il dono di un giorno, Le cinesine della casa accanto, Il pesce drago .
Entrammo in un negozio che, per gli anni sessanta, era una specie di paese dei balocchi. Ricordo scaffali altissimi (vabbè, ero io ad essere piccola) zeppi di giocattoli di tutti i generi. E di libri.
Su quegli scaffali inchiodai lo sguardo. Occhieggiava uno splendido cofanetto di plastica rossa, con la sagoma di un drago. Conteneva cinque libri. Cinque! E che libri! Copertina telata, illustrazioni in bianco nero con un tratto davvero insolito. Le storie, poi, non le avevo mai lette. Non erano fiabe nè riduzioni di romanzi da Dickens o da Manzoni. Non era Incompreso né Pinocchio.
Erano racconti cinesi, scritti da una americana: Pearl S.Buck.
Lessi d'un fiato i titoli, sulla costa che spuntava dal cofanetto: La grande ondata, Tre ragazzi e un bufalo, Il dono di un giorno, Le cinesine della casa accanto, Il pesce drago .
