I libri sono casa mia.
Ci abito dentro da che ho memoria.
M'hanno dato voce.
M'hanno dato pensieri. Pause.
E domande.
E la bellezza della ricerca di risposte, con il sapore aspro del sapere che le risposte, quelle, spesso non si fanno trovare.
I libri sono il mio tempo, la sua misura, la sua forza che allunga i minuiti, rattrappisce le ore, fa e disfa giornate e anni, piegato al potere delle storie.
I libri sono un ponte che solidamente unisce le sponde di pensieri azzardati, di stupori e ragionamenti, di emozioni e razionalità.
I libri sono uno specchio e il suo retro opaco, il cristallo e l'ambra, il diamante e la terra.
I libri sono persone che ci vivono dentro e rubano le parole come i bambini i dolci. Assaporano i pensieri, masticano le frasi, ingoiano emozioni.
Cannibali della conoscenza e dell'emozione.
Voraci.
I libri sono una strada per gli incontri inattesi.
Ci cammino dentro, ai libri.
Altri fanno come me.
Spesso ci ritroviamo seduti sulla stessa pagina, a stupirci di come le parole che ci stanno scritte siano una scala, certe volte storta, altre ripida e stretta, altre grandiosamente facile a salire...
Stupiti di come le parole e i pensieri che stanno dentro ai libri dicano alla mente e al cuore ciò che aspettavamo e ci aspettava.
Sussurrino che altrove - chissà poi dove - c'è stato un uomo, una donna, un bambino che hanno amato, odiato, disperato di sé.
E lo hanno raccontato.
In un libro.