E poi? E poi? E poi...
C'è la Festa. Del cinema. A Roma.
Ogni proiezione di film, in concorso o meno, è affollatissima. Tanti ragazzi e ragazze. Passano da un film all'altro con l'ingordigia degli affamati, discutono tra loro, si danno appuntamenti, si raccontano i film...
Eh già ma...come li raccontano?

Ieri, seduta in attesa di vedere il nuovo film di Babenco, quello de "Il bacio della donna ragno", mi si impiglia nelle orecchie una conversazione. Il ragazzo è seduto nella fila davanti alla mia. La ragazza è dietro di me. Scambiano un dialogo eccitato e frettoloso. Lo hai visto quel film? E quell'altro? E stasera che vedi? Forse quello, forse quell'altro...
Lui, è chiaro, salta da una proiezione all'altra e non sempre riesce a vedere un film per intero. Così, scoperto che lei, la ragazza, ha visto un film che lui non ha completato...
"Mi racconti gli ultimi venti minuti?".
"Dove sei arrivato?".
"A quando lui...".
"Ah, ho capito. Ti sei perso il meglio!".
Ed eccolo, il "meglio" che lei racconta.
Lo fa dettagliando e spezzettando il film per fotogrammi. Il suo narrare è tutto un : si china, raccoglie questo, apre la finestra, guarda giù, risponde al telefono...E poi chiude la porta, si abbottona la camicia. E poi...
Particolari piccoli, estremi, non troppo significativi dal punto di vista della narrazione ma certo molto visivi.
E' un racconto per fotogrammi che, però, non diventa mai sequenza, mai un anello che si conclude.
Memoria visiva perfetta. Capacità di narrare...boh.
Il ragazzo, però, sembra contento.
Io no, ma non fa testo. Tanto il film non l'ho mica visto!