Cose sagge e decise, dice Pennac.
Trascrivo qualche frase da un'intervista pubblicata integralmente sul sito di WUZ.
Oggi constato che, in classe, il principale nemico nell’aula scolastica, degli insegnanti, è quella che io chiamo la straordinaria, inaudita, senza precedenti, clientelizzazione degli allievi da parte della società mercantile. I bambini e gli adolescenti sono dalla mattina alla sera bombardati dalla pubblicità della società mercantile che suscita in loro dei desideri, delle voglie di oggetti, che sia un paio di scarpe da ginnastica, piuttosto che apparecchi elettronici… ogni genere di sciocchezza.
Tutta questa situazione ha trasformato i ragazzi in clienti, in consumatori, in utenti, totalmente strumentalizzati dalla società mercantile.
Per quanto riguarda la reintroduzione dei voti di condotta, del grembiule o l’uniforme, bisogna dire che si tratta di strumenti molto utilizzati, pratiche molto in voga soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ho visitato tante scuole, in Africa, in India, Sri Lanka, a Cuba… tutti i ragazzini vanno in classe in uniforme...non è questa la vera autorità.
...Nella scuola l’autorità può essere soltanto di ordine intellettuale ed esemplare. Io in quanto insegnante non posso affermare il mio statuto di autorità in classe a meno di non essere un insegnante esemplare, autorevole in quanto esemplare come professore.
Che cos’è un professore esemplare?
Tanto per fare qualche esempio, un insegnante che non è assenteista, un insegnante che restituisce i compiti in classe corretti puntualmente, che non fa aspettare i suoi allievi. Dunque per me l’autorità si traduce in un gioco di reciprocità.E più in generale, come asserire la propria autorità intellettuale, morale, di esempio, a scuola se e quando le più alte autorità dello stato non si mostrano esse stesse esemplari sotto il profilo intellettuale, morale, se non entrano esse stesse in questo gioco di reciprocità?
Trascrivo qualche frase da un'intervista pubblicata integralmente sul sito di WUZ.
Oggi constato che, in classe, il principale nemico nell’aula scolastica, degli insegnanti, è quella che io chiamo la straordinaria, inaudita, senza precedenti, clientelizzazione degli allievi da parte della società mercantile. I bambini e gli adolescenti sono dalla mattina alla sera bombardati dalla pubblicità della società mercantile che suscita in loro dei desideri, delle voglie di oggetti, che sia un paio di scarpe da ginnastica, piuttosto che apparecchi elettronici… ogni genere di sciocchezza.
Tutta questa situazione ha trasformato i ragazzi in clienti, in consumatori, in utenti, totalmente strumentalizzati dalla società mercantile.
Per quanto riguarda la reintroduzione dei voti di condotta, del grembiule o l’uniforme, bisogna dire che si tratta di strumenti molto utilizzati, pratiche molto in voga soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Ho visitato tante scuole, in Africa, in India, Sri Lanka, a Cuba… tutti i ragazzini vanno in classe in uniforme...non è questa la vera autorità.
...Nella scuola l’autorità può essere soltanto di ordine intellettuale ed esemplare. Io in quanto insegnante non posso affermare il mio statuto di autorità in classe a meno di non essere un insegnante esemplare, autorevole in quanto esemplare come professore.
Che cos’è un professore esemplare?
Tanto per fare qualche esempio, un insegnante che non è assenteista, un insegnante che restituisce i compiti in classe corretti puntualmente, che non fa aspettare i suoi allievi. Dunque per me l’autorità si traduce in un gioco di reciprocità.E più in generale, come asserire la propria autorità intellettuale, morale, di esempio, a scuola se e quando le più alte autorità dello stato non si mostrano esse stesse esemplari sotto il profilo intellettuale, morale, se non entrano esse stesse in questo gioco di reciprocità?
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