Quando i "dotti" parlano di storie per bambini, fanno sempre attenzione a non dire la parola
. Gli deve sembrare un azzardo, una parola troppo grossa. E allora eccoli, acrobatici e ipocriti, parlare di editoria per bambini, di libri per l'infanzia, di storie e storielle (i diminutivi gli piacciono parecchio!) ma la letteratura...no! Quella lasciamola stare. Succede in Italia e nella cerchia dei letterati che, evidentemente, ragionano per classificazioni, come si fa con i funghi. C'è la prima classe (e non importa se gli adulti che scrivono per adulti producono robette. Sono grandi!) e c'è la seconda classe, più modesta, piccola piccola come i suoi lettori, destinata a non lasciar traccia. In altri paesi europei, invece, sono meno provinciali e dibattono - addirittura! - sulla letteratura per l'infanzia. Liberamente. Come fa David Wapner.
David è un artista. Nato in Argentina, vive in Israele, dove scrive, illustra, scolpisce, compone musica. Un mucchio di cose. Per i bambini. Per gli adulti.
Ho letto su una rivista spagnola on line,
Imaginaria, un suo pezzo. M'è piaciuto quello che dice e cioè che la letteratura per l'infanzia non si distingue da quella degli adulti per i contenuti. Che non è fatta di temi importanti e basta. Che non si può prescindere, nello scrivere per i bambini, da un impegno stilistico, narrativo, sperimentale forte.
El tema de una obra literaria no es lo más importante. Un tema "jugado", no transforma por arte de magia un libro en bueno. El riesgo literario no reside en el tema, una obra literaria es mucho más que una intención, tampoco es una "expresión".
La literatura para niños no progresa, toda vez que se tiene por progreso la incorporación de nuevos temas, "no tocados antes", "tabú". El tabú mayor para la literatura para niños es la literatura.
Dunque, dice Wapner, un buon contenuto non fa un buon libro e l'evoluzione della letteratura infantile non dipende dagli azzardi e dalla spregiudicatezza nello scegliere temi considerati tabù.
Ancora:
"Jugarse" con un tema "jugado", no vale, ni aporta, nada, si la jugada no se pone en la escritura.
Ecco. La "jugada", il rischio, la scommessa è sulla scrittura, sulle modalità di narrazione. Sono d'accordo.