30 Set
Di che parliamo?
Quando i "dotti" parlano di storie per bambini, fanno sempre attenzione a non dire la parola letteratura. Gli deve sembrare un azzardo, una parola troppo grossa. E allora eccoli, acrobatici e ipocriti, parlare di editoria per bambini, di libri per l'infanzia, di storie e storielle (i diminutivi gli piacciono parecchio!) ma la letteratura...no! Quella lasciamola stare. Succede in Italia e nella cerchia dei letterati che, evidentemente, ragionano per classificazioni, come si fa con i funghi. C'è la prima classe (e non importa se gli adulti che scrivono per adulti producono robette. Sono grandi!) e c'è la seconda classe, più modesta, piccola piccola come i suoi lettori, destinata a non lasciar traccia. In altri paesi europei, invece, sono meno provinciali e dibattono - addirittura! - sulla letteratura per l'infanzia. Liberamente. Come fa David Wapner.
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© 2006 Luisa Mattia | design torrettastudio | disegni di Cristiana Cerretti