Che mi significa?
Riaffiora, sulle bocche di insegnanti che fanno leggere i bambini ma che non leggono, di educatori che "osservano" i bambini ma non ci vivono insieme, di genitori che vorrebbero ri-educare i loro figli prima di educarli, l' ipocrita esigenza di "insegnare ai bambini" attraverso le storie che "significano" qualche cosa. A prescindere dalla narrazione, dalla sua qualità, dal suo senso.

E però...le storie "significano" di per sé ed esercitare il proprio senso critico
impone una lettura attenta e comunque sempre piacevole del libro.
Per dire:
la storia di Cyrano è variamente interpretabile, da adulti e bambini. E' quella ma, nelle mani dei lettori, diventa altro da sé....
Diverso è il discorso della moralità della letteratura, cioè del senso che l'autore dà alla sua scrittura.
Rodari, per esempio, ha enunciato la sua etica ed estetica ben prima della "grammatica della fantasia".
La morale del narratore è la sua visione del mondo, il suo progetto di narrazione e di modificazione delle cose della vita, il suo terzo occhio che indaga, informa, problematizza.
La morale del narratore pone domande più che dare risposte.