, è tra i dodici selezionati per il Premio Strega 2010. C'è, però, un'altra notizia, questa sì - ai miei occhi - eclatante. E cioè che questo romanzo è catalogato come
.E' lo è pienamente. Felicemente.
A quanto ne so è la prima volta che il romanzo di una scrittrice "per ragazzi" raggiunge la finale di un Premio letterario
per grandi. Merito della scrittrice e del romanzo. Merito anche dei due "presentatori" che - leggo dal comunicato stampa - dicono: <<...
è un libro che mantiene più di quello che promette. Si presenta come un romanzo per ragazzi, in effetti ne ha tutte le doti per quello che attiene alla limpidezza della scrittura e alla ricchezza della dimensione fantastica. >>
Un libro che ha le
doti del romanzo per ragazzi...
Anche questo punto di vista è una novità: si dice che la scrittura per ragazzi non è una scrittura di genere, non è una letteratura "minore" ma che ha qualità letteraria.
Che il libro di Beatrice sia il granello che può far inceppare e rottamare - finalmente! - la macchina pachidermica della critica, che segnala - almeno in Italia - una visione corta e provinciale della letteratura per ragazzi?