Apartheid, si chiama
E' passata zitta zitta, grazie alla tempesta finanziaria che occupava le prime pagine dei giornali, la mozione della Lega Nord che impegna il governo a fare un po' di "apartheid a fin di bene".
Oggi, sulla prima pagina de
L'Unità, c'è un lungo articolo di Furio Colombo che vale la pena di leggere.
Basta, al di là dei commenti, il testo della mozione che riporto qui.
Testo della mozione presentato dalla Lega Nord alla Camera dei Deputati con l’assenso e il sostegno della maggioranza di governo:
«La Lega Nord Padania impegna il governo:
- a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test e di specifiche prove di valutazione.
- istituire classi ponte (classi separate, ndr) che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare cori di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche (obbligatorie e separate, ndr) all’ingresso degli studenti nelle classi permanenti.
- a non consentire in ogni caso l’ingresso nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale (traduzione: limitato o impedito, ndr) inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole, e a provvedere a una distribuzione degli stessi in proporzione al numero complessivo degli alunni per classe.
- a favorire l’elaborazione di un curricolo che tenga conto di lealtà e rispetto alla legge del paese accogliente, del rispetto di tradizioni territoriali e regionali del paese accogliente, del rispetto per la diversità morale e culturale (traduzione: superiorità, ndr) del Paese accogliente (prime firme: Cota, Goisis, Grimoldi, Rivolta, Aprea, Carlucci, Farina, Mazzucca, Garagnani, Rampelli)».