16 Lug
Le razze non esistono...
E' uscito, su LA REPUBBLICA di ieri, un bell'articolo di Adriano Prosperi. Serio, profondo. Lo copio qui sotto, per chi non lo avesse letto
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15 Lug
Vecchi e bambini
Ieri. Lungo il marciapiede cammina un uomo di circa sessant'anni. Costeggia un bar, poi la farmacia. Osserva la gente seduta al bar. Inchioda gli occhi su una signora che, sulla sedia a rotelle, s'è dovuta fermare fuori della farmacia, perchè non c'è lo scivolo per entrare. La sua badante, una ragazza dell'est, è entrata a comprare le medicine. Lei sta fuori, gli occhi bassi, l'aria un po' assente.
L'uomo le passa accanto e mormora "Siamo un paese di vecchi!". Allunga il passo, se ne va.
Io guardo la signora, la gente seduta ai tavoli. Vecchi, non c'è che dire. Ma proprio di quella vecchiaia che, fino a vent'anni fa, era un miraggio raggiungere e che adesso sta lì a mangiarsi un gelato e a guardare la gente che passa. Stanno. Non mi sembrano contenti.
30 Giu
I bambini Rom lasciano l'impronta
Mi è arrivata, oggi, una lettera scritta da Vanna Cercenà. Chiede agli scrittori per ragazzi di aderire, cosa che ho fatto immediatamente e volentieri.
Ecco, di seguito, il testo della lettera
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23 Mag
Mucche, giraffe e bambini
C'ero già stata, l'anno scorso, al Policlinico di Bari. Oncologia pediatrica. Qua si gira con le maschere sul viso e i piedi incapsulati nelle sacche sterili. E' per non far male ai bambini. Per non fargli male più di quel che già stanno sopportando. Così, gli ospiti, i visitatori, girano per il reparto con la bocca tappata e i piedi che sembrano meduse.
I bambini che stanno qui certe volte stanno zitti e certe altre fanno un gran rumore. Sono bambini. Anche se stanno male restano bambini. Gli animatori che li seguono, cinque giorni a settimana, mi fanno vedere i libri che i bambini hanno disegnato.
Uno me lo regalano.
Si chiama "Strane bestie del paese che non c'è".
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19 Mag
Scritture e sguardi
Si chiama Hugo Cabret e vive a Parigi. E' il 1931. Hugo è solo. Dentro la stazione di Parigi rimette in sincrono gli orologi e intanto insegue un'utopia, legata a un automa...Ho letto d'un fiato un corposo libro in cui immagini e testo si confondono, si rincorrono, si contaminano in funzione del racconto. Il libro si intitola La straordinaria invenzione di Hugo Cabret
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