I giornali ci raccontano pezzi di mondo e storie che - apparentemente - non stanno insieme.
Cuffaro, Presidente della Regione Sicilia - è "contento" di essere stato condatto a cinque anni e all'interdizione dai pubblici uffici per favoreggiamento e qualche altra cosetta.
Così contento che - come dubitarne? - non si dimette dalla sua carica. Immagino per il bene suo, più che per quello dei siciliani tutti.
A Porto Ercole, tre ragazzini, stufi di sopportare i buoni voti di un altro ragazzino della classe, lo acchiappano e, "per punirlo" di tanta sollecitudine negli studi, gli ficcano la testa nel water.
Queste due notizie hanno molto in comune.
Da una parte c'è un Presidente di regione che fa salti di gioia perché polizia e magistratura non hanno dimostrato che è mafioso, ma "solo" che ha fatto qualche favoruccio qua a là, a gente mafiosa o quasi...Dunque, di che vergognarsi?
Cuffaro resta impunito e
'npunito, come diciamo a Roma, dove
'npunito significa, nella sostanza, essere spavaldo, convinto di non dover sottostare a regole né obblighi.
'npunito, appunto.
I ragazzini di Porto Ercole - non di Giarre, Gela o Enna, badate bene - hanno colto nel loro compagno la contraddizione della normalità.
Uno che studia, a scuola, è un fastidio. Tanto di più se intorno - e non solo in questi giorni - c'è e cresce ben altro esempio di normalità, cioè la furbizia, il confronto spavaldo, l'interpretazione a proprio favore delle regole di convivenza e dei principi base dell'etica.
Nel nostro mondo vince chi è furbo, spavaldo, a capo di un gruppo di potere. Vince chi, grazie a una dialettica da
'npunito, rigira la frittata e se pure lo trovi con le mani nella marmellata, dice che la colpa non è sua ma di chi la marmellata gliel'ha messa sotto il naso!
Cresce la strategia del "prova a prendermi, se ne sei capace!".
E le regole, ognuno se le fa in corso d'opera, possibilmente rinforzandole con la prepotenza del gruppo.
Così, io penso che a Porto Ercole, i tre ragazzini hanno acchiappato il compagno e gli hanno ficcato la testa nel water anche grazie a noi.
Non c'è progetto anti-bullismo che tenga, né educazione alla legalità, se passa - come passa - il trionfo del furbo sul giusto e sul normale e condiviso.
Ne è una riprova, la volatile sostanza etica ed educativa del "provvedimento" assunto dal capo d'Istituto.
Per evitare altri episodi simili, il preside ha deciso che i ragazzini vadano a fare pipì sì, ma...
non più di due alla volta! .
'npunito pure lui!