, dura l’arco di 15 giorni.
A parte l’uso disinvolto delle preposizioni (particolare attenzione
sull’importanza…) e una discutibile scelta di stile dello spot, a metà tra le atmosfere de “Il grande Gatsby” e “Il paradiso può attendere”, la buona volontà ce l’hanno messa. Per ottenere che? A parole, chi non è d’accordo sul fatto che la lettura sia importante, essenziale, necessaria...?Provate a fare la domanda in giro: tutti d’accordo, certo. Qualcuno aggiungerà, con una punta di ipocrita rammarico, che leggere fa bene ma…non ho tempo! Tutti parenti stretti del Bianconiglio di Alice? Mi sa di sì.
Guardo questo spot che – sarà effetto del prato, del color latteo di abiti e sfondo, della lentezza danzata dei personaggi ma…a me sembra un po’ medicalizzato, quasi ospedaliero – corre in soccorso del “malato”, cioè della lettura e penso che non so quanti soldi è costato. Tanti, immagino.
Penso anche che lascerà il tempo che trova, cioè caldo estivo e attenzione superficiale.
Penso a quanto denaro la Presidenza del Consiglio dei Ministri possa aver stanziato per potenziare le attività delle biblioteche, per aiutare l’editoria, per rendere accessibile il libro ai bambini come agli adulti, per farne un elemento essenziale nella tessitura culturale di questo paese. Poco, immagino.
La campagna di comunicazione…non comunica questi dati. Dice: Leggere è una cosa fichissima, quasi quanto un buffet all’aperto!
Penso alle tante librerie, biblioteche e associazioni culturali che, in Italia, navigano controcorrente e controvento, senza finanziamento, senza denaro, senza visibilità. E che propongono libri, in un paese in cui i luoghi per leggere così come il tempo e la considerazione per la lettura sono assenti.
Nonostante le campagne di comunicazione, leggere è e resta un’attività clandestina.
Sarebbe il caso di mettere a punto una politica culturale (denaro investito, promozione nelle biblioteche e nelle librerie) che la …”legalizzasse”: passaparola!