A Napoli torno sempre volentieri. Città complicata, vero. Città sorprendente. A cominciare dal tassista che cita i classici latini e parla di filosofia nel tragitto che va da Mergellina a Piazza dei Martiri. Qualcuno mi ha detto che, evidentemente, sono stata molto fortunata a incontrare un tassista - filosofo. Può essere solo un caso e dunque non devo illudermi che Napoli abbia tassisti "pensierosi" e saggi ma anche se fosse uno soltanto...che bellezza!
L'incontro con i ragazzi è stato davvero bello e intenso. Mi hanno fatto domande serie, attente, acute, indagando sulla storia, su Celestina, protagonista del mio libro
I jeans di Garibaldi, sul modo di scrivere, sulla storia che si lascia raccontare attraverso il romanzo, sull'amicizia che si consolida nel pieno delle emergenze, sulla guerra...Mattinate così rendono luminose le giornate e il pensiero del futuro.
Oggi pomeriggio, un tassista-non-filosofo mi ha portato alla Stazione Centrale. Niente filosofia ma molti fantasmi. Già, passando da via dei Tribunali, dopo avermi mostrato l'accesso alla Napoli sotterranea, s'è messo a raccontarmi dei fantasmi di napoli che pare preferiscano proprio il Quartiere San Lorenzo. Stanno lì da secoli e non se ne vogliono andare. Qualcuno dei nuovi proprietari non si mette paura e vive tranquillamente con loro. Qualcun altro non regge e rivende la casa, in un girotondo di compravendite! Mi dice, il tassista, che i fantasmi napoletani - e i fantasmi in generale - non sono sempre accoglienti. Certi sono arrabbiati, altri dispettosi, qualcuno è geloso.
E' capitato, mi racconta, che una coppia di giovani sposi andasse a vivere in una casa dove viveva da tempo un fantasma e quello - il fantasma - ha preso in simpatia la moglie e non ha sopportato il marito o viceversa. E giù dispetti e dispetti! La vita così è diventata impossibile e gli sposi se ne sono andati via!
Ma un fantasma che ti prende in simpatia, che ti fa?, domando.
"Rassetta la casa e ti fa trovare soldi", risponde lui. "Ma bisogna fare attenzione a non dirlo, perchè basta spifferare questa fortuna che si perde tutto il benvolere dello spettro".
Mi racconta ancora che un suo amico pensava che la nonna fosse fuori di zucca, quando gli diceva che in casa sua c'era il fantasma di un tedwesco morto impiccato. Un giorno, per vedere quello che faceva la nonna, s'è appostato nella casa di fronte. l'ha vista apparecchiare per due, sedersi a tavola a mangiare la minestra e...accanto a lei non c'era nessuno ma...il cucchiaio si muoveva ritmicamente nella'ria e il piatto s'è svuotato!
Il giovane tassista parla con naturalezza di questi episodi e aggiunge: "Io ho paura dei fantasmi. Non ci potrei stare insieme".
Anch'io non starei tranquilla, a dir la verità. però, le storie sono belle e mi vengono in mente i romanzi esilaranti e seducenti di
Eve Ibbotson, pieni di fantasmi e di bambini. Se non li avete mai letti...cominciate con
"Fantasmi sotto sfratto"!