Ho comprato un romanzo (che non ho ancora letto). Sulla prima pagina c'è un'epigrafe fulminante. Dice così :
Penso che, se anche non dovesse piacermi il romanzo, lo considererò indimenticabile, per questa epigrafe e perché mi ha consentito di scoprire questa poetessa americana,
Louise Gluck, capace di dire in tre versi perfetti cos'è l'infanzia e quanta vita costruiamo in quei pochi anni, non sempre splendenti.
Vediamo il mondo una volta sola, da bambini...
Louise Gluck illumina una verità troppo spesso dimenticata e cioè che lo sguardo che si ha da bambini è un fascio di luce indagatrice senza filtri.
E' un modo di conoscere il mondo curioso, trasgressivo, capace di stupefazione, incapace di fermarsi alla prima impressione, continuamente in attività e pronto a smentirsi e a cercare nuovi punti di vista, senza incatenarsi a pregiudizi.
Quel
vedere a cui si riferisce la poesia è anche una sorta di sesto senso, un occhio in più che ci svela le trame segrete della vita.
E' un sapere che, crescendo, dimentichiamo.
E chissà, magari è un bene.