15 Ott
Il nostro bisogno di storie
C'è il cinema, a Roma. C'è sempre stato, a dir la verità. Le cronache (e i film) raccontano della cosiddetta Hollywood sul Tevere. La città è un set naturale, tanto è ricca di improvvise oasi di quiete, di piazzette discrete, di lungotevere facili alle carrellate, di cortili interni agli edifici che, da soli, fanno una piccola Cinecittà.
In questi giorni, c'è qualcosa in più e cioè Cinema. La Festa Internazionale di Roma.
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08 Ott
La bellezza tragica delle parole
Sembrano niente, le parole. Le sprechiamo, spesso. Chi le scrive e le legge - come faccio io per la passione di raccontare storie e conquistare nuovi occhi per guardare il mondo ed esplorarlo - sa come abbiano peso. E forza. E fragilità.
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Sappiamo bene che, se le usi con il rispetto e l'amore che gli è dovuto, le parole crescono in solidità e capacità di costruire pensiero. E una persona che accresce parole e pensiero, che non spreca vocaboli, che cerca nuovi punti di vista, è una persona libera, che non rinuncia ad esserlo.
Da ieri sera, tendo ad accoppiare alla parola libertà il volto di Anna Politkovskaia, giornalista russa.
Uccisa.
Per quel che ha scritto sulla Cecenia, certo.
E per quel che ancora avrebbe scritto.
01 Ott
Il problema è la scuola?
Sembra che gli studenti italiani facciano continuamente figuracce. Tutti. Nel balletto dei numeri e delle percentuali di "produttività", da qualunque raffronto usciamo con le ossa rotte. Man mano che cresce l'età degli studenti, decrescono (e in maniera preoccupante) le abilità e capacità di elaborazione e progettualità (dunque la creatività) dei ragazzi. Adolescenti e giovani non sanno leggere e comprendere quel che leggono, non sanno scrivere ed esprimere il loro pensiero (se ne deduce che non ne abbiano?), non riescono superare gli standard minimi di padronanza della matematica e della geometria.
24 Set
Little Miss Sunshine
Little Miss Sunshine l'ho visto ieri sera, ed è uno dei film più intelligenti, veri e divertenti che abbia visto ultimamente.
Niente intellettualismi, molta levità nel racconto ma un bel "peso" di pensiero. In più si ride.
Insomma, a me è piaciuto moltissimo, tanto più che, essendo catalogato come commedia "americana", temevo di vedere una farsa su quattro ruote, con le solite "risate al ketchup".
Invece, è una commedia che racconta l'America (e un po' anche noi) con molto affetto ma anche con spietata sincerità.
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17 Set
Quando un nome è una città
Non sapevo niente di Pietro Savorgnan Brazza. Nulla della sua vita che, peraltro, non può essere banalmente catalogata come quella di un esploratore - viaggiatore. Nulla del segno positivo che i suoi atti hanno lasciato nella memoria storica e nella cultura del Congo colonizzato dalla Francia. Così positivo che, ancora oggi, la capitale del Congo si chiama come lui, Brazzaville.
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