Spunta dalle pagine dell'inserto "The New York Times" , che Repubblica allega oggi. E' un disegnino. Di bambino.
. "Donna con ombrello" (1883).
Lo guardo. E' un bel disegno e, come si dice correttamente nell'articolo, esprime il suo modo di vedere.
Non conosco abbastanza la biografia di Klee per sapere quali fatti, fortuiti o voluti, gli abbiano permesso di conservare questo "sguardo" insolito e personale anche negli anni successivi.
Il
senno-di-poi di molti commentatori fa sì che, di fronte alle opere infantili di quelli che sono diventati famosi e apprezzati, si dica la più tronfia delle banalità: "Eh, già si vedeva il tocco dell'artista". Macché!
Qui si vede il tocco di un bambino libero di disegnare il suo mondo. Come appare evidente in quest'altro disegno, opera di
Picasso ( quando aveva nove anni).
Molti bambini disegnano in libertà. Non tutti riescono a progredire nel loro modo di disegnare e di raccontare come vedono il mondo. Capita perché non tutti sono e saranno dei Klee e dei Picasso. Certo.
Però...magari avremmo molte persone capaci di raccontare se stesse attraverso la grafica e il segno, se non ci fossero delle "morti annunciate" dell'arte infantile.
Molti bambini vedono zittire il loro talento precocemente, perchè il mondo intorno non accetta di essere interpretato in una forma che non sia già conosciuta e codificata.
Ci si mettono i genitori, gli zii, gli insegnanti, il gusto "medio" per le immagini, che fa definire come bello qualcosa che è semplicemente simile a molte altre immagini già viste. Ci si mettono gli esperti che interpretano i disegni infantili in chiave psicologica. Ci si mette una diffusa incultura, che non attribuisce valore sociale e culturale al disegno dei bambini. Quante volte si sente dire a un bambino:"Invece di disegnare, perché non fai qualcosa di utile?". Oppure - e questo accade spesso a scuola - : " Adesso abbiamo cose più importanti da fare. Disegnerai se avanzerà tempo".
Ecco, dunque, che l'equazione è facile: disegnare ha la dignità di un avanzo.
Meno male che Klee e Picasso non hanno dato retta ai grandi.
Spero anche che ci sia in giro, clandestino e ribelle, un numero sempre maggiore di bambini disegnatori e disobbedienti.
Sarebbe bello un futuro in cui ci siano più adulti capaci di disegnare e colorare il mondo senza rimasticare idee trite.