C'è modo, a Roma, di staccarsi dal rumore del traffico e godersi una passeggiata. Di quelle calme, in cui il mondo si fa più vicino e vedi quello che, andando di fretta e lungo i marciapiedi, non vedi mai.
Mi succede spesso di passare da Villa Borghese. Parcheggio la macchina a Valle Giulia e "taglio". Cioè, accorcio la distanza a piedi e passo attraverso il parco. Un quarto d'ora ( i lussi sono lussi!) costeggiando il Bioparco, sfiorando la Galleria Borghese e sono a ridosso di Via Po, di Corso d'Italia. In centro, come si dice, nel mezzo del traffico e dell'andirivieni di persone.
Alle spalle il passeggio lento dei turisti, i barriti degli elefanti che, quando chiamano si fanno sentire. Il loro verso echeggia per tutto il parco e si mescola al fischio dei merli, al verso sgraziato delle cornacchie, all'abbaiare dei cani.
Non ci sono soltanto persone e animali a Villa Borghese.
Mi succede spesso di passare da Villa Borghese. Parcheggio la macchina a Valle Giulia e "taglio". Cioè, accorcio la distanza a piedi e passo attraverso il parco. Un quarto d'ora ( i lussi sono lussi!) costeggiando il Bioparco, sfiorando la Galleria Borghese e sono a ridosso di Via Po, di Corso d'Italia. In centro, come si dice, nel mezzo del traffico e dell'andirivieni di persone.
Alle spalle il passeggio lento dei turisti, i barriti degli elefanti che, quando chiamano si fanno sentire. Il loro verso echeggia per tutto il parco e si mescola al fischio dei merli, al verso sgraziato delle cornacchie, all'abbaiare dei cani.
Non ci sono soltanto persone e animali a Villa Borghese.






