Sono stata tre giorni in Sicilia. Da Palermo a Ragusa,a Pollina, a Partinico, ho incontrato giovani, bambini, maestri, professori capaci di allegria e serietà, mai superficiali, profondamenti consapevoli delle proprie responsabilità civili ed educative.
Da qualche anno,
Carlo Carzan, dell'associazione
Così per gioco di Palermo (
ludotecacxg@libero.it
) , fa un lavoro capillare, intelligente e appassionato con i libri e sui libri. Legge e fa leggere romanzi, racconti, saggi a bambini, ragazzi e professori. Dire che svolge una attività culturale è riduttivo. Carlo fa dei libri e della letteratura uno strumento di libertà. Lavora controcorrente, si stanca, riprende fiato e continua. "Sempre giocando", dice lui e intende dire che lo fa con seria levità, attribuendo ai romanzi, alla narrazione, all'incontro tra un bambino e le storie raccontate dai libri un valore di liberazione e di capacità di immaginare il futuro.
Ieri mattina, alla Scuola Media Garibaldi di Palermo, ho parlato con i ragazzi de "I jeans di Garibaldi" ma soprattutto della scrittura, dei tanti aspetti che lo scrivere può assumere. Ragazzi e ragazze della III I sono accaniti "scrittori" di blog: raccontano di sè, si scambiano opinioni, commentano fatti e situazioni...Scrivono secondo canoni che genitori e docenti non conoscono e spesso non riconoscono. Invece, dentro i blog c'è la vita dei ragazzi, raccontata come si parla tra amici, con complicità e voglia di trovare accoglienza.