C'è una guerra, proprio al di là del mare. Ce n'è un'altra appena passati i confini della Turchia, giusto tra due grandi fiumi di cui nessuno ricorda più i nomi. C'è, più in là, lungo la via battuta da Marco Polo, un'altra guerra, combattuta in silenzio, quasi negata, se non fosse che, ogni tanto, ci raccontano che qualcuno è morto. Laggiù. Lontano ma non poi tanto.
C'è una guerra in ogni dove, a pensarci bene. In questi tempi di pace - così li abbiamo vissuti in Europa - c'è stata una guerra continua, che ha fatto della morte un evento al limite della normalità. Una conseguenza inevitabile della guerra. Dicono. Mi domando se la guerra, tutte le guerre, le piccole e le grandi, quelle a cui viene data visibilità e quelle che restano zitte (che sappiamo del Niger? Della Nigeria? dell'Etiopia?) con le morti conseguenti, siano davvero inevitabili. La domanda è retorica e ha una risposta chiara : NO.
Ho letto oggi il testo dell'
orazione funebre che David Grossman, scrittore davvero "grande", ha pronunciato per suo figlio Uri, morto a vent'anni, il penultimo giorno della guerra in Libano.
Uno scrittore è condannato alle parole, si sa.
E così, tocca a Grossman, lucido pacifista, dire il suo dolore per la morte di un figlio. Lo fa con sentimento e senza retorica. Racconta quel che è stato e quel che non accadrà più.
MAI è la parola che aleggia e che Grossman non dice. C'è, in tutta la sua forza inesorabile. Pesa più della parola
FINE, gli dà spessore e suona più crudele e irrevocabile.
E leggendo, mi rendo conto che le sue parole, così misurate e strazianti, suonano universali. Cambiamo il nome di battesimo, trasformiamolo in un nome arabo o americano o afgano e le parole non risulteranno meno vere.
Dunque, Grossman parla del suo ragazzo. Morto.
Suona stridente avvicinare la giovinezza alla morte, eppure è quel che accade in guerra. Muoiono i giovani. Il MAI PIU' è una sentenza dura. Vuol dire che non ci sarà futuro.
Il concetto è semplice: se creiamo oggi un tessuto continuo di conflitti e guerre, domani - e il "domani" arriva prestissimo - avremo un pianeta bruciato, dolorante e senza prospettive.
Un pianeta morto.
Qualche anno fa, ho ascoltato una canzone di Ligabue e Pelù. La cantavano in tre, loro due insieme a Jovanotti.
Ne ho riletto il testo, oggi. Mi sembra una lucida conclusione per questi pensieri "in tempi di guerra".
Il Mio Nome E' Mai Più
(feat. Ligabue & Piero Pelù)
Io non lo so chi c'ha ragione e chi no
se è una questione di etnia, di economia,
oppure solo pazzia: difficile saperlo.
Quello che so è che non è fantasia
e che nessuno c'ha ragione e così sia,
e pochi mesi ad un giro di boa
per voi così moderno
C'era una volta la mia vita
c'era una volta la mia casa
c'era una volta e voglio che sia ancora.
E voglio il nome di chi si impegna
a fare i conti con la propria vergogna.
Dormite pure voi che avete ancora sogni, sogni, sogni
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...
Eccomi qua, seguivo gli ordini che ricevevo
c'è stato un tempo in cui io credevo
che arruolandomi in aviazione
avrei girato il mondo
e fatto bene alla mia gente
(e) fatto qualcosa di importante.
In fondo a me, a me piaceva volare...
C'era una volta un aeroplano
un militare americano
c'era una volta il gioco di un bambino.
E voglio i nomi di chi ha mentito
di chi ha parlato di una guerra giusta
io non le lancio più le vostre sante bombe,
bombe, bombe, bombe, BOMBE!
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...
Io dico si dico si può
sapere convivere è dura già, lo so.
Ma per questo il compromesso
è la strada del mio crescere.
E dico si al dialogo
perchè la pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che dà un peso al nostro vivere,
vivere, vivere.
Io dico si dico si può
cercare pace è l'unica vittoria
l'unico gesto in ogni senso
che darà forza al nostro vivere.
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più, mai più, mai più
Il mio nome è mai più...