19 Ago
I colori del cinema
Serata al cinema. Arena, rigorosamente. D'estate il cinema, per me, è all'aperto. Roma è generosa anche in questo: il cinema è dappertutto. Piazze, parchi, Isola Tiberina....Insomma, c'è da scegliere. Ho scelto, ieri sera, il Tiziano, il "cinema dei preti", come lo chiamavano (e lo chiamano ancora) nel quartiere. L'arena, infatti, è ricavata nel grande retro della basilica di S.Croce al Flaminio. Il cinema, una volta, lo gestiva la parrocchia e la domenica mattina, dopo la messa per i bambini, c'era la merenda e il film a mezzogiorno. In una sala grande, accogliente e stracolma, noi ragazzini, sgranocchiando biscotti alla cioccolata e patatine fritte, ci sciroppavamo, con allegra avidità, film di carattere religioso ma anche - e con quanta gioia! - cartoni animati, pellicole con Totò e Charlot, western e commedie.
Il cinema ho cominciato a conoscerlo lì, tra quelle sedie (allora) di legno che torturavano il didietro, ma non mi importava poi tanto.
L'arena non c'era ancora.
17 Ago
IL MIO NOME E' MAI PIU'
C'è una guerra, proprio al di là del mare. Ce n'è un'altra appena passati i confini della Turchia, giusto tra due grandi fiumi di cui nessuno ricorda più i nomi. C'è, più in là, lungo la via battuta da Marco Polo, un'altra guerra, combattuta in silenzio, quasi negata, se non fosse che, ogni tanto, ci raccontano che qualcuno è morto. Laggiù. Lontano ma non poi tanto.
C'è una guerra in ogni dove, a pensarci bene. In questi tempi di pace - così li abbiamo vissuti in Europa - c'è stata una guerra continua, che ha fatto della morte un evento al limite della normalità. Una conseguenza inevitabile della guerra. Dicono. Mi domando se la guerra, tutte le guerre, le piccole e le grandi, quelle a cui viene data visibilità e quelle che restano zitte (che sappiamo del Niger? Della Nigeria? dell'Etiopia?) con le morti conseguenti, siano davvero inevitabili. La domanda è retorica e ha una risposta chiara : NO.
09 Ago
Il Saltatempo
Ci sono libri che si prendono quello che gli spetta, anche se sei un lettore distratto oppure ostinatamente refrattario a certi titoli o autori.
Da un bel po' di tempo non leggevo un romanzo di Stefano Benni . E non per distrazione ma perchè ero convinta che non fossi adatta alle sue storie e lui, come autore, a me, lettrice.
L'estate, per fortuna, aiuta a recuperare e riserva sorprese. Così, ho comprato il romanzo Saltatempo.
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29 Lug
La TV s'impara
Quando ero piccola c'era la Tv dei ragazzi, un'oretta di trasmissioni per i bambini, fatta di documentari, giochi a quiz e - la domenica pomeriggio - di "sceneggiati".
Oggi, sulle reti Rai c'è il pomeriggio di RAITRE, un paio d'ore quotidiane, sabato e domenica compresi, dedicate ai bambini.
Cartoni, Melevisione, telefilm e tanto lavoro di pianificazione e di scelta.
Tanto lavoro controcorrente, visto che fare televisione per i bambini è, di per sé, una scelta che condivide il "destino" dell'infanzia: essere guardati con simpatia ed interesse ma...stare ai margini. Eppure, dentro la televisione per i bambini, c'è tanto di sperimentale, innovativo e di alta qualità.
Mussi Bollini, Capo struttura di RAI TRE, responsabile ( e meno male) di un attento lavoro di programmazione per bambini e ragazzi da molti anni, ha scritto un interessante articolo sulla rivista on line ARTICOLO 21
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26 Lug
Il tuffo del cinghiale
Mare. Isola d'Elba. Una spiaggia rocciosa, con un moletto di cemento che ti consente di calarti in un mare di cristallo, denso e accogliente.
Il molo è un formicaio di bambini.
Maschi e femmine si misurano in gare di tuffi "A PIACERE".
Ci sono i virtuosi che spaziano dal tuffo d'angelo a quello a candela, con l'eleganza e la prosopea di chi ha "un fisico bestiale".
Magri, slanciati, le linee dei loro corpi si confondono e si equivalgono.
Poi arriva lui.
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